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Le funzioni principali sviluppate supportano diverse tipologie standard applicabili a qualunque tipo di vendita diretta (a catalogo, rateizzata, in abbonamento etc.), dall'acquisizione dell'ordine all'accredito e recupero del pagamento con corrispondenza automatizzata.
Inoltre il sistema permette la gestione dei dati anagrafici finalizzata all’ottimizzazione della recapitabilità postale ed all’individuazione di eventuali presenze doppie (doblonatura).
Consente: la gestione del credito con società di factor, la cessione del credito a società di recupero crediti, la produzione di flussi interbancari (disposizioni MAV) con Istituti di credito per crediti diretti.
E’ possibile costruire modelli e tutto ciò che si può ottenere segmentando ed organizzando milioni di indirizzi. Sono ottenibili analisi regressive sui dati consuntivi dei test e proiezioni per iniziativa. Si possono monitorare le promozioni allo scopo di avere costantemente sotto controllo il raggiungimento del Break Event.
Attraverso l’utilizzo dei suoi componenti è possibile:
· gestire le ......................VENDITE PER CORRISPONDENZA e VENDITE DIRETTE
· ottenere le ....................BLACK LIST
· emettere le ...................SPEDIZIONI
· controllare la .................MOVIMENTAZIONE MAGAZZINO
· monitorare i ..................PAGAMENTI
· attivare i .......................SOLLECITI
· condurre le ...................PROMOZIONI
· ottenere le ....................STATISTICHE
martedì 4 marzo 2008
INFOPRODOTTI DI NICCHIA ECCO IL LINK
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venerdì 29 febbraio 2008
venerdì 15 febbraio 2008
PROTEGGERE CON PASSWORD UNA PAGINA WEB
Con la definizione di funzioni
e classi abbiamo
esaurito le nozioni fondamentali
di PHP.
Arrivati a questo punto non
dovrebbe quindi essere un problema
affrontare un compito
molto pratico (e utile), ossia
elaborare qualche strategia per
proteggere una o più pagine
del nostro sito Web da occhi indiscreti.
In pratica, vogliamo
che a certe pagine possano
avere accesso solo le persone
dotate di una password, o meglio
di una precisa accoppiata
username-password.
I motivi di questa decisione
possono essere i più vari: su
una pagina possiamo avere inserito
testi e immagini che solo
i nostri amici più cari devono
leggere, ma potrebbe anche essere
una esigenza di lavoro che
ci impone di tutelare certe
informazioni, oppure una parte
del Web site deve essere protetta
perché da essa è possibile
gestire gli aggiornamenti del
sito stesso.
Qualunque sia il motivo, abbiamo
la necessità di proteggere
l'accesso a una pagina. Vediamo
adesso un paio di esempi,
rimandando poi l'approfondimento
del discorso a dopo
l'introduzione dei database (lezione
4).
PHP ci consente di ottenere
la protezione di una pagina in
molti modi. Quello scelto per
esercizio implica la creazione
di una funzione e l'uso di un ciclo
di controllo (listato_08). La
pagina di esempio è protetta_
1.php, e al primo accesso ci
fa vedere un form dove l'unico
campo da compilare è quello
relativo alla password da inserire.
La funzione controllo si occupa
solo di restituire un valore
true o false, a seconda che il
confronto tra le due variabili
dia esito positivo o negativo.
Nel nostro caso, il valore restituito
dalla funzione sarà assegnato
a una variabile $check, la
quale chiama la funzione usando
come campi la password inserita
nel form e la password
definita da noi (pluto). Se
$check avrà valore true allora la
pagina sarà visualizzata, altrimenti
ci troveremo di nuovo di
fronte al form vuoto.
Inserisci la password corretta per
entrare nella pagina protetta
Hai inserito la password
giusta. La pagina è a tua
disposizione";
}
?>
listato 8
Una variazione sullo stesso
tema (meno elegante, ma
ugualmente efficace) la potete
vedere in protetta_1_var.php.
Per migliorare la costruzione
presentata, bisogna quantomeno
posizionare in un file
esterno la funzione e il valore
assegnato da noi alla password
(vedere password.inc.php e protetta_
1_inc.php).
In questo modo è possibile
usare il costrutto include per
inserire senza errori la stessa
password in più pagine e se si
modifica la password lo si fa in
un unico punto.Un altro limite, però, è proprio
quello di avere una sola
password per tutte le persone
che hanno accesso alle pagine:
se dovessimo cambiarla per
motivi di sicurezza (poniamo
che sbadatamente qualcuno
abbia comunicato la password
a persone non autorizzate) dovremo
informare necessariamente
tutti gli attori coinvolti.
Sarebbe invece più efficiente
assegnare a ogni persona una
diversa coppia username-password,
in modo da modificare,
eventualmente, soltanto la password
di quella persona specifica.
Vediamo allora di modificare
il codice precedente, introducendo
un controllo usernamepassword.
Usiamo la stessa logica vista
nel primo esempio, con la novità
di creare un array contenente
le coppie username-password.
La parte di codice che ci interessa
(con la nuova funzione
di confronto e con l'array $coppie)
è visibile in listato_09:
function controllo_coppia($confronto,
$user,$pass) {
foreach ($confronto as $chiave=>$val)
{
if ($chiave==$user and $val==$pass) {
return true;
}}
return false;
}
// valori di username e password
decisi da noi
$coppie=array("pippo"=>"pluto",
"topolino"=>"minni",
"paperino"=>"paperina");
// $check darà un valore true o false
$check=controllo_coppia($coppie,$_
POST['user'],$_POST['pwd']);
listato_09
La parte che segue il listato 9
è uguale a quanto già visto e l'esempio
completo è riportato
sulla pagina protetta_2.php.
Adesso siamo in grado di modificare
username e password
delle singole coppie.
Anche in questo caso, poi,
sarà buona consuetudine portare
in un file esterno la funzione
e la definizione di $coppie
(vedi pagine password_2.inc.
php e protetta_2_inc.php).
Nel prosieguo del corso vedremo
come usare i database
per proteggere una pagina e
come evitare di dover inserire
username e password su ogni
pagina protetta.
http://www.infoprodotti.info
giovedì 14 febbraio 2008
RUBRICHE HARDWARE E SOFTWARE
I portatili moderni nascono già
con un'ampia dotazione di
porte di comunicazione e anche
sul fronte della connessione
USB, quella più ormai utilizzata,
è comune trovare almeno
due porte USB 2.0 se non addirittura
quattro. Tuttavia ci sono
ancora in circolazione numerosi
notebook con solo una porta,
magari USB 1.1, e anche quelli
con due porte di più recente
fabbricazione talvolta stentano
a trovare posto per tutte le periferiche
che il mercato ci propone.
I mini hub provati in questa
rassegna espandono il numero
di componenti collegabili,
suddividendo la capacità di una
singola porta su più dispositivi.
Alla pari degli hub convenzionali
per desktop, anche qui abbiamo
due grandi famiglie: gli
hub che ricevono alimentazione
dal computer e quelli che invece
dispongono di un alimentatore
proprio. Le due categorie
si suddividono, poi, in dispositivi
a velocità standard, 12 megabit
per secondo come definito
dalle specifiche USB 1.1, e in
dispositivi HI-SPEED, ossia capaci
di trasmettere fino a un
massimo di 480 Mbps, come indicato
dalle specifiche USB 2.0.
Tutti i dispositivi USB 2.0 provati
in questa rassegna sono
compatibili con porte e periferiche
USB 1.1, naturalmente un
hub HI-SPEED collegato a una
porta USB 1.1 funzionerà a 12
Mbps di velocità massima indipendentemente
dal fatto che alle
sue porte siano collegate periferiche
capaci di trasmettere e
ricevere a 480 Mbps. Inoltre un
dispositivo USB 1.1 collegato a
delle porte di un hub HI-SPEED
funzionerà alla propria velocità
massima di 12 Mbps anche qualora
il computer a cui l'hub è
collegato disponga di porte ad
alta velocità. Comunque la presenza
di un dispositivo lento su
una delle porte di un hub veloce
non influenza la velocità delle
altre periferiche che possono
sfruttare il flusso a 480 Mbps in
modo indipendente. Viceversa,
un hub lento collegato a una
porta veloce rallenta tutte le periferiche
che vi sono collegate,
portandole a 12 Mbps indipendentemente
dalla loro capacità
nominale. In sintesi è sempre
meglio, dove il prezzo e il peso
lo consentano, acquistare un
hub USB 2.0 anche qualora il nostro
notebook non supporti tale
standard, poiché potremo comunque
usarlo come hub USB
1.1 immediatamente senza rinunciare
a una possibile espansione
futura verso USB 2.0. C'è
una sola riserva da tenere a
mente in termini di compatibilità:
le periferiche composite a
standard USB 1.1 (cuffie con microfono,
Webcam con microfono,
interfacce MIDI) a volte non
funzionano quando collegate a
un HUB USB 2.0.
Quando e come usare l'hub
Un hub USB non aumenta
realmente il numero di porte disponibili
sul computer, ma moltiplica
il numero di dispositivi
che possono condividere una
singola porta. Lo standard ammette
sino a 127 dipositivi collegati,
teoricamente, alla stessa
porta. Ciascun hub contiene, di
solito quattro porte, ma può
essere collegato in cascata con
altri. Tuttavia nella pratica esistono
una serie di vincoli pratici
che riducono fortemente il
numero di periferiche collegabili
alla stessa porta e che talvolta
impediscono del tutto l'uso
di un hub. In orimo luogo, bisogna
valutare se la periferica
abbia bisogno d'interagire intensamente
con il computer,
come nel caso di un modem, di
un'interfaccia di rete, di un dispositivo
audio e video (webcam
ad esempio), in tal caso è
consigliabile oppure obbligatorio
usare una porta dedicata al
fine di evitare che gli inevitabili
ritardi generati attraverso l'hub
compromettano il funzionamento
del dispositivo.
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